El proyecto Bonbajel Turr Brasil del 28 de octubre al 26 de noviembre 2009

in ITALIANO cliccare qui per il link sul sito del turrismo.it

Una serie itinerante de exposiciones individuales de los (13 Telares de Espiritu), murales y conferencias a través la colaboración entre las asociaciones “Bonbajel Mayaetik” y “Turrismo” de Feltre en Italia, sobre “La recuperación de la memoria Maya-Tzeltal a través de la pintura contemporánea en Chiapas” de Antún Kojtom.

 

Las 4 étapas:

Minas Novas (Minas Gerais) 
Con la colaboración de la asociación Cooperazione Internazionale Sud Sud (C.I.S.S.)
– Exposición de los “13 telares de Espíritu” en el centro de las Monjas Salesianas
– Conferencia en el ayudamiento
– Dos talleres con mas de cien niños del centro de las Monjas Salesianas
– Murales en la escalera de la cancha con algunos de los niños del centro de las Monjas Salesianas

Miren las FOTOS de la conferencia, exposición y murales in Minas Novas

 

Salvador la capital del Estado de Bahia 
Con la colaboración del Istituto di Cultura Brasile Italia Europa (I.C.B.I.E.)
– Exposición colectiva con el telar “Ramona” en “La Caida del muro di Berlino…y de todos los demás” en el I.C.B.I.E.
– Exposición de los “13 telares de Espíritu” en el I.C.B.I.E.
– Conferencia en el I.C.B.I.E.
– Construcción-pintura-derrumbe de un muro artificial en el centro histórico en lo Largo do Pelourinho de Salvador
– Taller con los graffiteros del colectivo de Bahia del “Progetto Salvador Grafita” algunas foto de Maria Giovanna Mulè

 

Três di Mayo (Rio Grande do Sul) 
Con la colaboración de la ciudad y la asociación “Três de Maio”
– Exposición de los “13 telares de Espiritu” en la Camara de Veladores del Ayuntamiento
– Conferencia en la Camara de Veladores del Ayuntamiento
– Entrevistas con tres radios locales

 

Rio de Janeiro 
– Conferencia en la”Red de desarrollo de la favelas de Maré”
– Encuentros con el “Movimiento Sin Techo” y la Casa de la cultura de la favelas Cidade de Deus

 

Para leer el proyecto completo en ESPANOL, lo puede bajar aqui.
Per scaricare il progetto completo in ITALIANO in pdf, che ha ottenuto il patrocinio della regione Veneto, cliccare  qui, grazie!

 

RIASSUNTO DELL’AVVENTURA BRASILIANA IN ONORE ALL’AMICIZIA:

L’associazione Turrismo impegnata a realizzare ponti e non muri, da vari anni lo sta creando tra il Chiapas (Mexico) ed l’Italia. Per dimostrare che il ponte funziona, con il passaggio da entrambi le direzioni, Marco Turra dopo essersi guadagnato la fiducia del maestro maya Antún Kojtom, ha avuto l’onore di invitarlo a sue spese in Europa per realizzare il progetto “Bonbajel Turr Italia e Europa, 5 novembre 2008 – 30 gennaio 2009”. Progetto che prende il nome dalla prima metà delle due associazioni partecipanti “BONBAJEL Mayaetik” della quale il pittore Maya è il fondatore nel 2004 e del “TURRismo” di cui Turra è il fondatore dal suo cognome nel 2001, con la stessa pronuncia della parola inglese conosciuta internazionalmente tour.Proprio di un tour si tratta, una serie itinerante di esposizioni dei “13 Telares de Espiritu”, di conferenze e di murales basate su “Il recupero della memoria Maya-Tzeltal attraverso la pittura contemporanea nel Chiapas”,
Tra i vari pittori dell’associazione “Bonbajel Mayaetik” che in maya significa proprio “Pittori Maya”, la scelta è ricaduta sul maestro Antún per le sue grandi qualità artistiche ed umane ma soprattutto per l’importanza della sua missione attraverso la pittura e le conferenze, di recuperare la loro memoria collettiva, la simbologia dei tessuti, la tradizione, i miti e tutte le altre espressioni della cultura originaria. Espressioni tramandate oralmente dagli anziani della sua famiglia attorno al fuoco, il punto di massima energia, durante le fasi principali della giornata come cucinare, mangiare, scaldarsi e dormire. Utilizzando per questa sua missione i telai da cintura fatti a mano e non le classiche tele, che oltre alla praticità di viaggiare avvolgendoli in una borsa, rappresentano un’icona millenaria della conoscenza Maya che si mantiene nel lavoro delle donne tzeltal di Tenejapa. Kojtom è il primo ed unico artista che utilizza questo supporto per dipingere.
La mostra “Ox lajuneb sjalabil ch’ulelal” (13 Telares de Espiritu) tratta il tema della concezione del ch’ulel, lo spirito-energia che provenendo dal ventre materno, permane ermetico fino a quando non si riesce a prendere coscienza della propria realtà duale che ci circonda. Mostra che è la prima fase in cui si cerca di interpretare gli spiriti animali che formano parte della cosmo visione del mondo Maya. Far conoscere i telai per Antún ha come il significato di pregare e di provocare energia, perché gli stessi sono generatori d’energia e ricorrendo al numero tredici fa riferimento alla concezione Maya delle tredici energie sacre ascendenti del cosmo e della natura.
L’importanza quindi di tale missione e il successo del progetto dell’edizione europea danno a Marco l’energia per ridursi drasticamente il suo tempo lavorativo nel settore turistico a Siena per dedicarlo invece nel replicare il Bonbajel Turr in Brasile. In Brasile, per mantenere fede alla promessa fatta di aspettare a Salvador de Bahia il suo caro amico Giancarlo, nonché primo socio onorario e sostenitore del Turrismo, che in solitaria su una barchetta di 6,50 metri attraversava l’Oceano Atlantico partendo dalla Francia nella regata Charenne Maritime – Bahia, per realizzare il sogno della sua vita.
Per l’organizzazione, a differenza del primo progetto realizzato in “casa” con la fondamentale collaborazione di Erasmus Student Network Italia, sono stati necessari mesi e mesi praticamente da solo se non qualche aiuto, tutto tramite internet data la lunga distanza dall’Italia nel tenere bassi i costi, per scrivere e riscrivere il progetto per la ricerca fondi mai arrivati, in italiano e spagnolo, per migliorare il sito e completarlo nella quasi inesistente versione inglese, per cercare i biglietti economici per arrivare per Antún dal Mexico e per lui dall’Italia e muoversi poi dentro il Brasile, e soprattutto per la ricerca di enti, associazioni, università, istituti, amici di amici… Insomma qualunque “cosa” potesse collaborare nella ricerca di un locale-sala per esporre, fare la conferenza e trovare pareti per i murales. Con in aggiunta al progetto europeo la proiezione di due video, uno su Antún realizzato da Diego Moreno Garza di XXX Produtions e l’altro sull’immigrazione bellunese di “Come ‘na volta” del comune di Arsiè e la presentazione del libro “Amici Alberi” di Cesare Dalfreddo, alla cui memoria il Bonbajel Turr Brasile 2009 è dedicato, un carissimo amico di Marco, nonché suo “gemello”, dato che entrambi sono nati lo stesso 7 marzo 1972 a Feltre.
La sola unica certezza in Brasile – nello stato del Rio Grande do Sul erano i suoi lontani parenti bellunesi conosciuti nel suo precedente viaggio – a cui avrebbe fatto un grandissimo piacere la loro visita. Giancarlo, in amicizia e per tutto il suo impegno lo ripagava concedendogli una parte dello scafo della barca rimasta senza sponsor per mettere il logo del Turrismo, quale migliore occasione per dimostrare, accogliendolo in Brasile, di essere l’associazione dell’amicizia?
Nonostante i suoi tantissimi sforzi Marco arrivava in Brasile con molto ancora da organizzare, ma in perfetto orario per aspettare Giancarlo in porto sotto una pioggia incredibile, dopo una lunga e movimentata nottata di attesa e di colpi di scena! Oltre all’impresa di essere arrivato sano e salvo si è classificato nella regata primo assoluto degli italiani e quarto nella sua categoria! Altro che festa, Giancarlo era distrutto e voleva giustamente stare con la sua ragazza e Marco per non vanificare il progetto doveva continuare la ricerca di locali-sale per tutte le attività.

Solo la prima delle quattro tappe, a Minas Novas era pienamente organizzata dall’associazione Cooperazione Internazionale Sud Sud (C.I.S.S.) merito di Maria Giovanna Mulè un’amica della sua amica Carmela e di Maria Gastón, la responsabile in loco del CISS. Minas Novas una cittadina a circa sette ore da Belo Horizonte, la capitale dello stato di Minas Gerais nel centro del Brasile, si realizzava la conferenza presso la sala comunale stracolpa di persone e la mostra dei “13 telares de Espiritu” nel centro delle Sorelle Salesiane. Nello stesso centro Antún impartiva due corsi di pittura agli oltre cento bambini che lo frequentavano e gli faceva realizzare dei murales sulle scalinate della palestra. La cittadinanza, il CISS, le sorelle, i bambini, i partecipanti alla conferenza e alla mostra rimasero tutti molto favorevolmente contenti di conoscere da vicino la cultura Maya e del Chiapas di cui non sapevano praticamente niente. Il trattamento, l’accoglienza, la disponibilità offerti ad Antún e Marco furono anch’essi ottimi, insomma una soddisfazione generale.

A Salvador, la capitale dello stato di Bahia, la tappa più lunga del progetto, Marco tramite la sua amica Alessia, era entrato in contatto con l’Istituto di Cultura Brasile Italia Europa (I.C.B.I.E.) al quale era piaciuto il progetto per la sua pazzia, per usare le parole del direttore. Antún viene cosi inserito nella mostra Collettiva dell’evento “La Caduta del muro di Berlino…e di tutti gli altri muri”. L’occasione dei venti anni della caduta, aveva dato allo stesso ICBIE con il Comune di Salvador e il Goethe Institut ed in collaborazione con Italia Amica, Universidade Federal da Bahia, Arci Solidarietà e Lahn Artists Limburg Deutschland, l’idea di organizzare tale evento per svegliare la coscienza storica e ricordare che tuttavia esistono ancora tanti muri, soprattutto virtuali, da abbattere. Il telaio scelto da Antún per la mostra è stato quello di “Ramona” la comandante Ramona dell’ Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale che rappresenta la lotta per far crollare quel muro ideologico costruito dalla classe politica ed economica messicana per emarginare, sfruttare e cancellare il popolo originario Maya.
Durante l’inaugurazione della mostra Marco è riuscito ad invitare un gran numero di partecipanti molti interessati all’opera e alla storia di Antún per una sua conferenza, che aveva appena organizzato, presso lo stesso istituto due giorni dopo. Sempre nell’ICBIE dopo vari tentativi falliti in altri posti di organizzare la mostra dei “13 Telares de Espiritu” lo stesso direttore dell’istituto ha permette loro lo spazio a pagamento per una sola giornata, data la concomitanza di una altra mostra, sufficiente però per far si che le 13 energie si manifestassero!
Oltre alla mostra collettiva l’Evento de “La Caduta del muro di Berlino…” prevedeva una grande conclusione con la costruzione, pittura e distruzione di un muro in cartongesso nel pieno centro storico di Salvador, nel Largo do Pelourinho. Un gesto dalla grande importanza simbolica, che ricordava anche che quel muro di divisione, agli inizi degli anni ’80, diventò uno spazio perfetto per “Fare Arte” e cosi lo è stato ancora con anche i simboli Maya del Sole, Terra, Acqua e Vento.
Gli stessi simboli maya, più degli altri, che giorni prima erano stati oggetto dell’incontro di Antún con il collettivo di graffitari di Bahia del “Progetto Salvador Grafita” riprodotti subito dopo in diversi muri del ICBIE. L’istituto di cultura oltre a tutta la collaborazione fornita dai suoi gentili componenti, ha avuto anche il fantastico pregio di avere delle camere a buon prezzo con l’uso cucina, giardino-patio e soprattutto internet che hanno permesso a Marco di contenere un po’ i costi e di continuare la ricerca e il miglioramento delle successive tappe del Bonbajel Turr e di fare delle ottime pause nella vicina spiaggia di Ribeira a soli 5 minuti a piedi.

La tappa nel Sud si era pure complicata dopo il passo indietro dei giovani Bellunesi nel Mondo di Erechin e cosi la visita dai suoi parenti a Três di Mayo diventava una tappa a tutti gli effetti, i quali riuscivano in un paio di giorni ad organizzargli un appuntamento con il vice sindaco al loro arrivo.
Lasciano cosi Ribeira, la parte Baixa di Salvador, dove il seme della cultura Maya è stato ben seminato, con queste buone notizie dai cugini mentre però da Rio de Janeiro, l’ultima tappa del progetto, ancora nessun contatto.
Arrivati in aereo a Porto Alegre hanno il tempo di visitare la bella città, prima di prendere il bus notturno per Três di Mayo, una piccola cittadina a circa 500 chilometri di distanza. Dopo la visita ai familiari, al loro arrivo dal vicesindaco li aspettano anche un giornalista, un fotografo e una radio locale, l’appuntamento è produttivo e cosi presso le sale comunali si terranno la conferenza e la mostra dei “13 Telares de Espiritu”. L’ospitalità dai cugini lontani di Marco è quella tipica di una volta, con il tradizionale Churrasco, ossia carne alla brace che viene servita praticamente a tutte le ore e in tutte le case dove saranno ospitati. Sono intervistati da altre due radio locali e i messaggi promozionali della mostra e conferenza passano in continuazione. L’associazione locale “Três de Maio” di emigrati bellunesi che contattata da Marco vari mesi prima non aveva dato la sua disponibilità, ora si impegna a diffondere l’evento, gli organizza una festicciola e accetta molto volentieri alcune copie del libro “Amici Alberi” che utilizzerà per le loro lezioni settimanali di italiano. La tappa è quindi un successo nonostante la scarsa partecipazione alla conferenza a causa di un incredibile temporale, la manifestazione de los Dioses Ajawes come dice Antún.

Il giorno prima di raggiungere Rio de Janeiro, a Curitiba ospiti di un altro dei suoi cugini, riescono finalmente ad avere un contatto con un componente del Movimento Senza Terra che li porterà a conoscere la realtà dei “Senza Tetto” i quali anziché occupare una terra abbandonata (Senza Terra) occupano palazzi, fabbriche o altri edifici chiusi. Li accompagnerà anche nella pericolosa favelas di Marè presso la “Rete di sviluppo di Maré” dove ai componenti del direttivo Antún terrà la conferenza con il solito power point in una forma più rapida. Saranno poi ospiti nella favelas Cidade de Deus, tradotto Città di Dio, presso la parrocchia con il sagrestano pittore nonché coordinatore di una Casa di Cultura, per un valido intercambio di esperienze.

Come avrete capito il progetto è stato tutt’altro che una passeggiata! Soddisfatti di essere quindi alla fine riusciti a portare bene a terminare il progetto e di averlo concluso nella città e nella casa di Dio, festeggiano salendo al Cristo Redentore che domina tutta la bellissima ed incredibile baia di Rio de Janeiro. A Marco resta però il dubbio che nei primi giorni a Salvador era un incubo: ma se questi 3 mila cinquecento euro li avessi usati per fare il secondo piano del “taller-galeria grafica maya” o in altri modi in Chiapas e ne avessi pure guadagnati degli altri portando in giro i turisti nelle colline toscane? I soldi infatti utilizzati erano quasi tutti i suoi risparmi avuti da sua nonnetta Antonietta venti anni prima… ma per l’amicizia con Giancarlo e per l’importanza del messaggio di recupero della memoria Maya-Tzeltal di Antún, si è buttato in questa avventura. Infatti lo stesso recupero Maya è simile a quello che Marco vuole fare dei valori e principi di una volta imparati in famiglia, basati principalmente sulla Parola, senza niente di scritto, firmato, sigillato… come il senso di gratitudine, solidarietà e memoria imparate da Marco proprio dalla sua nonnetta e per questo il Turrismo a lei è dedicato.
Le vendite per Antún sono state scarse, neanche comparabili a quelle dell’edizione Europea, si sarebbe potuto e dovuto dare più valore sia alle sue opere sia alla sua storia, ma in fondo Marco è convinto che ne sia valsa la pena per il costante sorriso, la voglia di conoscere e la promozione del maestro Antún Kojtom, sommate a quelle di Bonbajel Mayaetik e del Turrismo che in Italia è finito varie volte sul giornale, in radio e pure in televisione per un altro motivo o forse no? Tutto ciò continua a dare a Marco quella tale energia necessaria, per continuare sull’intrigante cammino dell’amicizia e dell’arte come miglior mezzo di lotta per un mondo migliore che esiste già, che è semplicemente dentro di noi, quello del compartire!